Ultima modifica: 11 giugno 2014

Un bambino, un maestro, una penna e un libro possono cambiare il mondo

Ritratto di Malala Yousafzai

Quella di Malala – che ha reclamato ad alta voce il diritto all’istruzione – credo possa essere per tutti noi la prima lezione per quest’anno scolastico!

Nel 2009 Malala, nata a Mingora nella valle pakistana dello Swat, ha conquistato notorietà con il suo diario per la BBC, in cui denunciava i soprusi della dittatura talebana: bambine costrette a nascondere i libri sotto i veli, scuole femminili bruciate e rase al suolo, diritto all’istruzione negato.

Malala ha portato avanti con determinazione la sua battaglia per il diritto allo studio delle ragazze, appoggiata anche dal padre, preside di una scuola locale.

Colpita a morte dai talebani mentre stava salendo sullo scuolabus, perchè volevano mettere a tacere questo giovane simbolo dell’istruzione per tutte le ragazze pakistane, è stata operata in un ospedale britannico e per lei si è mobilitato il mondo: l’ONU ha lanciato una petizione per Malala e per chiedere più diritti per le bambine, primo fra tutti il diritto allo studio.

Secondo l’autorevole opinione dell’inviato dell’Onu per l’istruzione globale, Gordon Brown e del segretario generale dell’Onu Ban Ki Moon, è arrivato il momento di mettere l’istruzione al primo posto, di garantire a ogni bambino il diritto di andare a scuola, perchè soltanto l’istruzione può interrompere il ciclo della povertà e può garantire migliori condizioni di salute e prospettive di lavoro: lo stomaco vuoto non ha fame soltanto di cibo, ma anche di cultura!

Malala oggi è guarita ed è stata invitata a luglio a celebrare il suo sedicesimo compleanno proprio nel palazzo di Vetro dell’ONU.

La prima parola pronunciata da Malala è di ringraziamento: non so che cosa si aspettino le persone da me, ma innanzitutto ‘grazie! I proiettili non mi hanno fatta tacere e ora sono qui a reclamare il diritto di vivere in pace, il diritto all’eguaglianza di opportunità e il diritto all’istruzione.

Poi i ringraziamenti a tutti coloro che l’hanno sostenuta e per primi ai leader internazionali che incoraggiano un’azione planetaria per l’istruzione e che hanno creduto nel suo sogno: i talebani non mi ridurranno mai al silenzio e non uccideranno i miei sogni.

E una spiegazione lucida e efficace di che cosa fa paura a chi ostacola il diritto all’istruzione per tutti: il potere dell’istruzione, il potere della voce delle donne, il cambiamento e l’uguaglianza all’interno della nostra società.

57 milioni di bambini al mondo non hanno accesso all’istruzione. Malala a soli sedici anni si è fatta portavoce di tutti coloro che non possono far sentire la propria voce e ha lanciato un vibrante appello per l’istruzione obbligatoria e gratuita per tutti i bambini e le bambine del mondo, per l’immediato stop allo sfruttamento di bambini nei luoghi di lavoro, al traffico di minori e al loro reclutamento in gruppi armati. Capiamo l’importanza della luce quando vediamo l’oscurità, della voce quando veniamo messi a tacere. Allo stesso modo nel Pakistan abbiamo capito l’importanza di penne e libri quando abbiamo visto le pistole. La penna è più forte della spada e gli estremisti hanno e avranno paura di libri e penne.

Buon anno scolastico e buon lavoro a tutti.

Milano, 11 settembre 2013

Il Dirigente scolastico

Prof.ssa Rita Patrizia Bramante

Link al discorso di Malala Yousafzai all’ONU