Ultima modifica: 6 dicembre 2013

A volte ritornano…

A volte ritornano…a volte ritornano

Prof. Volontari per le giovani generazioni

 

 

Prosocialità e volontariato nella scuola come esempio di cittadinanza attiva

Premessa

La prosocialità è uno strumento potente per la promozione di valori umani universali – quali la socialità, la condivisione e la cooperazione – e un comportamento connotato da libera scelta, volontarietà di adesione, motivazione intrinseca, ovvero indipendenza da aspettative di ricompense o gratificazioni esterne all’attività stessa, orientata a generare beneficio per il ricevente, senza alcun fine di lucro.

Le azioni prosociali tendono a moltiplicarsi nel sociale e a rendersi reciproche: quando in un gruppo si compie un atto di aiuto, è più probabile infatti che se ne generi un altro.

Finalità e obiettivi

Non si può nascondere che la riconduzione di tutte le cattedre a 18 ore e l’assenza di un organico d’Istituto che faciliti proposte didattiche flessibili e alternative alla lezione frontale con classi intere costituiscono un serio problema organizzativo, nonché una forte limitazione alla sperimentazione di soluzioni didattiche innovative nella scuola dell’autonomia.

Anche questa circostanza ci ha indotto a pensare creativamente ad una azione prosociale che ex-docenti in stato di quiescenza possano compiere per la propria scuola: dedicare tempo gratuito alla scuola è un supplemento di qualità, di significato e di valore che si può mettere in campo nel momento in cui si esce dall’esercizio attivo della professione. Si tratta, come è ovvio, di un impegno che deve caratterizzarsi come sostenibile e variabile, costantemente ancorato non solo alla fattibilità, ma anche ad un esito di desiderabilità e soddisfazione per l’autore dell’azione prosociale, che coglie l’occasione di dare rinnovato valore alle proprie competenze didattico-pedagogiche.

Ecco dunque che l’intervento dell’ex-docente in stato di quiescenza non si propone solo in situazioni di emergenza , quale la sostituzione di docenti in caso di assenze brevi, ma anche nella normalità dello svolgimento dell’azione formativa – attraverso compresenze, azioni su gruppi di livello per il recupero o la valorizzazione delle eccellenze, laboratori didattici, interventi individualizzati. Tutte le tipologie di azioni elencate contribuiscono ad accrescere la quantità e la qualità dei servizi dei servizi erogati dalla istituzione scolastica e anche a sviluppare nuovi servizi in modo creativo, accrescendo le occasioni professionali di cooperazione e lo scambio di competenze.

 Gli ex-docenti diventano così i protagonisti di un laboratorio prosociale a scuola, basato sulla cittadinanza attiva, sulla solidarietà, sulla permanenza all’interno di una rete sociale inclusiva e di un circuito virtuoso di life long learning: in questo senso dare il proprio contributo come volontario può portare benefici anche all’ex-docente volontario. Di fronte ad una società che invecchia e ad un nuovo equilibrio generazionale appare di buon senso promuovere e sostenere strumenti di partecipazione attiva nella società per le persone che escono dal circuito attivo del lavoro.

 Protocollo operativo

Il protocollo operativo prevede le seguenti azioni:

  • l’acquisizione dei CV e delle dichiarazioni di disponibilità di ex-docenti
  • il riconoscimento formale del ruolo svolto dagli ex-docenti volontari attraverso le delibere degli OO.CC.
  • la costituzione di un Albo di ex-docenti volontari, reso pubblico sul sito d’Istituto alla voce Organizzazione
  • l’analisi dei bisogni momentanei e continuativi della scuola e la definizione delle azioni da intraprendere
  • l’inserimento delle azioni concordate nell’ambito del Progetto Scuola&Volontariato
  • il coordinamento dei docenti volontari con i docenti della scuola
  • il monitoraggio, la valutazione e la riprogettazione dell’esperienza.