Ultima modifica: 12 novembre 2014

La psicopedagogista a scuola

Dipartimento di Psicologia
Unità di Ricerca in Psicologia Scolastica

Servizio di psicologia scolastica presso l’Istituto Comprensivo Ariberto – Cavalieri, Milano

Report finale – Anno scolastico 2013-14

Nell’anno scolastico 2013-14 il servizio di psicologia scolastica ha operato alcune modificazioni e implementazioni rispetto all’anno precedente. In particolare è stato incrementato il numero di ore (N=120) dedicate al servizio e sono stati avviati alcuni interventi sulle classi, nella scuola primaria e secondaria. Due di questi interventi sono stati possibili grazie al finanziamento ottenuto dal Consiglio di Zona 1, rispettivamente sulle classi III e V della scuola primaria “Ariberto”. Il progetto nelle classi V è stato realizzato nel mese di Maggio 2014 con lo scopo di mantenere una continuità tra la fine del primo ciclo e l’inizio del secondo. Per ogni alunno è stato stilato un bilancio delle competenze acquisite nei cinque anni di scuola, con una particolare attenzione agli aspetti psicologici e motivazionali che, accanto alla prestazione didattica, sono fondamentali per un buon successo scolastico.

Nelle classi III invece è stato possibile proseguire l’attività di screening intrapresa ad inizio anno, per il riconoscimento precoce delle difficoltà di apprendimento. Tutti gli alunni delle classi III primaria hanno così beneficiato di una prima valutazione operata nel mese di Dicembre 2013 e una valutazione finale, nel mese di Maggio 2014. In questo modo è stato possibile osservare l’andamento dell’apprendimento per ogni bambino e monitorare specialmente i casi che riportavano maggiori livelli di criticità. Queste azioni hanno previsto un monteore pari a 25 ore.

Di seguito vengono invece specificati gli interventi svolti dal servizio di psicologia scolastica contenuti nel pacchetto di ore approvato dal Consiglio d’Istituto per l’anno 2013-14 e svolti a partire dal mese di Dicembre 2013 a Giugno 2014.

Azioni comuni ai due ordini di scuola

La consulenza individuale o in piccolo gruppo si configura come l’azione privilegiata da insegnanti e genitori, in cui l’esperta svolge il maggior numero di ore. Essa prevede la possibilità di offrire uno spazio di riflessione e condivisione per i docenti, al fine di condividere strategie e modalità di lettura più attente e consapevoli delle problematiche incontrate nell’esperienza scolastica; nonché l’apertura di uno spazio di ascolto per i genitori che crea una collaborazione nella gestione delle difficoltà scolastiche e di crescita dei figli.

Nella scuola secondaria, è attivo anche uno sportello di consulenza per gli alunni che viene impiegato soprattutto per supportare i ragazzi in situazioni di fragilità temporanea. Alcuni studenti si avvicinano spontaneamente al servizio, mentre altri vengono sollecitati dagli insegnanti o dai genitori. In entrambi i casi però si è riscontrata una buona “tenuta” da parte dei ragazzi che hanno mantenuto l’impegno di presenziare ai colloqui e di parteciparvi attivamente.

Nello specifico, nella scuola primaria sono stati condotti 14 colloqui con i genitori, 12 colloqui con i diversi team di insegnanti e 5 colloqui che hanno visto la presenza degli insegnanti, dei genitori e della Dirigente e infine 1 colloquio con un team di insegnanti e specialisti esterni.

Alla scuola secondaria Cavalieri sono stati erogati 18 colloqui con i genitori, 2 colloqui con i genitori e gli insegnanti e 1 colloquio con i genitori e un equipe di specialisti esterni.
Gli insegnanti hanno invece richiesto una consulenza all’esperta per un totale di 13 incontri di cui 1 colloquio si è svolto anche alla presenza dell’equipe dell’Uonpia.

Con gli alunni si sono svolti 16 colloqui individuali a cui si sono affiancati 2 incontri in piccolo gruppo e 2 incontri tra gli studenti e l’insegnante coordinatore della classe.

Durante l’anno scolastico è inoltre proseguita l’attività di supervisione sul gruppo GLH. Nel mese di Febbraio 2014 è stata condotta una riunione, coordinata dalla Dirigente, in cui erano presenti tutti gli insegnanti di sostegno dei due ordini di scuola e tre genitori, mentre con una modalità individuale, l’esperta ha incontrato un’educatrice e un’insegnante di sostegno che ne avevano fatto richiesta.

Scuola primaria Ariberto

In accordo con la Legge 170 che prevede l’attivazione delle scuole per riconoscere precocemente eventuali difficoltà di apprendimento ed intervenire tempestivamente sulle stesse, è stata avviata una valutazione per tutti gli alunni delle quattro classi terze dell’Istituto.

Sono state somministrate due prove collettive: comprensione e abilità logico-matematiche e due prove individuali: lettura e logica, ad ogni bambino. Dalla correzione delle prove e i confronti con le insegnanti delle classi sono stati individuati quei bambini con difficoltà di comprensione, di lettura o di calcolo. Di questi, sono stati informati i genitori, attraverso un incontro individuale.

Per questi bambini è stato condotto un monitoraggio costante che ha visto una nuova somministrazione di tutte le prove “intermedie” nel mese di Marzo 2014. Al termine dell’anno, alla terza somministrazione detta “finale”, la maggior parte degli alunni ha migliorato le prestazioni, colmando le difficoltà manifestate ad inizio anno.

Su richieste delle insegnanti, sono state condotte anche delle osservazioni in alcune classi.

Scuola secondaria di primo grado “Cavalieri”

Accanto all’attività consulenziale sopraccitata, nelle classi II e III è stato realizzato un percorso di educazione all’affettività, volto a supportare e accompagnare i ragazzi nel loro difficile percorso di crescita puberale e psichica che modifica i comportamenti e le relazioni, sia nei confronti dei pari che degli adulti.

Il progetto ha previsto tre incontri per ogni classe coinvolta. Solo nel secondo incontro, la classe veniva splittata in due gruppi (maschi e femmine) che svolgevano, a turno, un’ora con l’esperta.

I risultati di quest’intervento sono stati discussi con i singoli insegnanti delle classi e contenuti in una relazione scritta. In generale, il percorso sembra aver riscosso un buon successo nelle classi terze, dove probabilmente il tema è sensibile e attuale per i ragazzi, mentre sembra essere prematuro per le classi seconde. Nonostante le attività proposte fossero declinate in modo diverso nelle due fasce d’età, nelle seconde, l’indice di gradimento e la partecipazione sono stati altalenanti. In vista di una riprogettazione dell’intervento sarà opportuno riconsiderare i possibili fruitori del percorso educativo, modulando meglio i contenuti, anche in accordo al programma di scienze che si svolge in terza. L’intervento si è concluso con una serata aperta ai genitori dal titolo “Educare all’affettività. Il ruolo della scuola e….della famiglia”. E’ stata invitato un esperto sul tema facente parte dell’Unità di Ricerca dell’Università Cattolica, che ha svolto una trattazione teorica dell’affettività e sessualità in preadolescenza a cui si è affiancata la restituzione dei contenuti e dei processi evidenziati durante l’intervento nelle classi, da parte della psicologa scolastica.

Riflessioni conclusive

La presenza dello psicologo scolastico nell’Istituto Comprensivo sta acquisendo sempre di più il valore di una risorsa al servizio della scuola. Grazie alla presenza costante dell’esperta, le diverse figure che “vivono” la scuola hanno imparato ad utilizzare questa figura per motivi svariati ma tutti confluenti nel desiderio di migliorare lo star-bene a scuola degli insegnanti, degli alunni e dei genitori.

Il monte ore in costante crescita indica infatti la necessità di un esperto che sia presente nell’Istituto per più giorni alla settimana. Questa presenza però genera, a volte, un eccesso di richieste non sempre facile da gestire. Sarebbe invece opportuno definire a priori la giornata o le due mezze giornate in cui la psicologa è presente, in modo che chiunque possa modulare la sua richiesta su queste disponibilità. Allo stesso tempo, sarebbe auspicabile conoscere il monteore preciso già all’inizio dell’anno (mesi di Settembre-Ottobre), in modo da poter pianificare in modo più accurato e preciso le diverse attività nei due ordini di scuola.

Entrando nello specifico dei due plessi dell’Istituto è possibile affermare che il servizio nella scuola primaria sembra ormai conosciuto e consolidato sia tra gli insegnanti che tra i genitori. Da una parte prosegue infatti l’attività di consulenza individuale, mentre è sempre più utile l’impiego degli screening di base sugli apprendimenti e le indicazioni di intervento che l’esperta fornisce, calibrandole sui diversi alunni. Le famiglie e la maggior parte delle insegnanti sembrano aver apprezzato questa prima forma di monitoraggio. Le famiglie riconoscono l’importanza di avere un esperto che li guida e aiuta loro a “dare un nome” alle difficoltà scolastiche dei loro figli, mentre gli insegnanti apprezzano lo sguardo professionale ed esterno dell’esperta che a volte chiarisce un dubbio o un sospetto che esse evidenziavano già dalla classe prima, oppure serve loro per ri-calibrare alcune attività didattiche alla luce dei risultati emersi.

Nella scuola secondaria di primo grado invece si tende a diversificare l’intervento a seconda delle esigenze che emergono dagli insegnanti o dagli alunni. Gli interventi di educazione all’affettività, ad esempio, sono stati erogati in seguito ad una precisa richiesta congiunta dei genitori e degli insegnanti, anche se andranno ripensati in accordo ai risultati emersi quest’anno. Alcune azioni specifiche che sono state svolte su un piccolo gruppo di alunni che avevano invece lo scopo di mediare alcune situazioni conflittuali createsi in classe, in cui gli insegnanti hanno richiesto un supporto dell’esperta per accompagnarli nella loro risoluzione.

L’attività consulenziale invece mantiene la sua flessibilità, al fine di rispondere alle diverse domande di aiuto che si presentano nel corso dell’anno. Alcuni colloqui quindi possono assumere più un carattere valutativo o di monitoraggio (es. somministrazione prove MT), altre invece di negoziazione tra alunni e insegnanti.

Dalle attività svolte e dall’indice di gradimento rilevato, si auspica quindi una prosecuzione di questo modello di intervento costruito sui bisogni dell’Istituto comprensivo, modificando alcuni aspetti organizzativi che consentiranno una migliore pianificazione dell’intero servizio.

Milano 7 Luglio 2014

Dott.ssa Elena Gatti
(Psicologa scolastica – Istituto Cavalieri)

Prof.ssa Emanuela Confalonieri
(Direttore Unità di Ricerca in Psicologia Scolastica)

 

In allegato: curriculum vitae della Dott.ssa Elena Gatti

Relazione Servizio di psicologia scolastica – Anno 2013-2014