Ultima modifica: 9 settembre 2014

Melodie di pace

Ricorre quest’anno il Centenario della Prima Guerra mondiale, un tema di cui certamente vi occuperete nei prossimi mesi. Mi fa piacere pertanto proporvi in occasione dell’inizio del nuovo anno scolastico tre spunti di riflessione che hanno a che fare con la Musica…

Paolo Fresu - Suoni delle Dolomiti. Foto Daniele Lira, da http://viaggi.corriere.itRicorre quest’anno il Centenario della Prima Guerra mondiale, un tema di cui certamente vi occuperete nei prossimi mesi.
Mi fa piacere pertanto proporvi in occasione dell’inizio del nuovo anno scolastico tre spunti di riflessione che hanno a che fare con la Musica.

Il primo: la musica e la storia per celebrare i valori dell’amicizia e della pace in luoghi e in modi non rituali.
Il 6 luglio 2014 nel solenne Sacrario di Redipuglia il maestro Riccardo Muti ha diretto il Requiem di Verdi per i caduti di tutte le guerre, alla guida di un ensemble di cantanti e musicisti provenienti da numerosi Paesi d’Europa.

Il 27 luglio, un secondo omaggio al potere della musica, capace di superare le divisioni e unire gli uomini.
Nello stesso momento in cui il musicista italiano Paolo Fresu ha innalzato il suo strumento verso il cielo e ha iniziato a suonare ‘Il silenzio’ – la musica che nelle caserme segna la fine della giornata e il momento del riposo – altri trombettisti in altri 16 paesi europei, da Budapest fino a Tirana, si sono uniti a lui in una sorta di grande coro di pace, una poesia di suoni come messaggio corale di pace nel momento di ricordo collettivo dell’inizio della Grande Guerra.
In Italia le note della tromba del maestro Fresu si sono levate dai prati del Forte Dosso delle Somme in Trentino a oltre 1600 metri, uno dei principali teatri della prima Guerra mondiale, costellato dai resti di triceramenti, piazzeforti e gallerie.
Un evento collettivo, un dovuto atto di riverenza, di memoria, di amore, nell’unica lingua che tutti conoscono e condividono: la musica, ha sottolineato il giornalista e scrittore Paolo Rumiz.
Non è facile parlare di pace, perché le parole sembrano già consumate: anche per questo tanto spazio al silenzio e alla musica, ha aggiunto il regista Ermanno Olmi, presentando la sua nuova pellicola ‘Torneranno i prati’, che arriverà nei cinema a novembre e che parla della guerra del 1915-1918 vissuta in trincea.

I ragazzi del Novantanove cantavano canti popolari, scanzonati o malinconici, inni e temi militari; esiste uno sterminato repertorio di musiche, di partiture ritrovate nelle trincee e nei luoghi di prigionia, una memoria in gran parte ancora dimenticata, da raccogliere e studiare sistematicamente, come sta cercando di fare Carlo Perucchetti, che partendo dalla memoria di suo nonno sta archiviando il vasto repertorio delle musiche composte durante la guerra. Canzoni che spesso furono ideate da una parte del fronte e poi vennero cantate nell’altro schieramento: un nemico invisibile, una terra da difendere, una trincea di separazione; un filo sottile dove la musica poteva comunicare meglio delle parole, unendo idealmente i nemici solo con lo scarno pensiero di un suono (Fresu).

A tutti buon anno scolastico!

Il Dirigente scolastico
Prof.ssa Rita Patrizia Bramante

Milano, 10 settembre 2014

Immagine: Paolo Fresu – Suoni delle Dolomiti. Foto Daniele Lira, da http://viaggi.corriere.it